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December 05 Internet non ha bisogno di Berlusconi
La Rete è uno spazio libero, nel quale chiunque può manifestare il proprio pensiero senza disporre di mezzi finanziari o avere in tasca un tesserino di qualche ordine. E’ uno spazio che fa venire l’orticaria a chi crede che l’unica libertà sia quella di servirlo. La libertà dei servi. Berlusconi ha annunciato che vuole regolamentare Internet e che farà una proposta al prossimo G8. Ogni due o tre mesi, Internet, riceve le attenzioni della politica, da Levi a Cassinelli, che vuole una sola cosa: controllarlo. Io sono convinto che questo non sia possibile in uno Stato democratico, ma in un Regime certamente si. E l’Italia sta scivolando verso un Regime. Non bisogna sottovalutare le intenzioni di Berlusconi. La sua ossessione da quando è tornato al Governo è l’informazione. Prima il salvataggio di Rete 4 abusiva, poi il divieto di pubblicazione delle intercettazioni e la battaglia sull’elezione del presidente del Consiglio di Vigilanza RAI, in seguito gli attacchi alla RAI e ai direttori del Corriere della Sera e della Stampa, l’aumento dell’Iva su SKY e ora Internet. Berlusconi passa il tempo a difendere gli interessi di Mediaset che coincidono con i suoi interessi politici. L’Italia dei Valori è cresciuta anche, forse soprattutto, grazie alla Rete e a una relazione diretta con i cittadini. Io credo profondamente in Internet come strumento di democrazia e farò in modo di impedire che sia messo sotto controllo. Internet inoltre conta per lo sviluppo del Paese più del petrolio. Muove informazioni, processi, dati, intelligenze. Non va controllato, va sviluppato. Invece l’Italia è l’unico Paese dell’UE dove il numero delle famiglie che accedono alla Rete diminuisce da un anno all’altro secondo il rapporto Eurostat. Un evento mai successo, a mia conoscenza, nel mondo da quando esiste Internet. Nell’ultimo anno l’Italia è passata al 42% delle famiglie dal 43%. Siamo stati superati da tutti tranne che, ma forse ancora per poco, da Bulgaria e Romania. L’Italia è al 42% mentre l’Olanda è all’86%, la Svezia all’84%, la Danimarca all’82% e la Germania al 75%. La recessione e la scarsa diffusione della Rete in Italia vanno di pari passo. Nel Paese ci sono migliaia di Comuni senza banda larga, ma si punta su un digitale terrestre senza futuro. Internet non ha bisogno di bavagli e di censure, ma di sviluppo. Fonte: antoniodipietro.it November 08 Barzelletta su BerlusconiBerlusconi in groppa al suo cavallo Pier Furia sta aspettando il verdeper attraversare la strada,
quando una bambina su una bicicletta nuova di zecca si ferma accanto a lui.
Bella bici - dice il premier - te l'ha portata Babbo Natale? ''Certo che me l'ha regalata lui, risponde la bimba. Dopo aver scrutato la bicicletta, il presidente del consiglio consegna nella mani della piccina una multa da 5 euro..
'La prossima volta -le dice- dì a Babbo Natale di mettere sulla bicicletta una luce posteriore'. La bambina, per nulla intimorita, lo guarda e gli dice: 'Bel cavallo, signore. Gliel'ha portato Babbo Natale? ''Certo che me lo ha portato lui, risponde Silvio con aria stupita e divertita. 'Allora -continua la bambina- la prossima volta dica a Babbo Natale che i coglioni vanno sotto il cavallo, non sopra'. Riflettiamo sulla situazione internazionale....
October 28 Questo è quello che dice un IL PRESIDENTE EMERITO DELLA REPUBBLICA E SENATORE A VITA COSSIGA"Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perchè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito... Lasciarli fare (gli universitari, ndr). Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì... questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio".
Intervista a Francesco Cossiga. Presidente emerito della Repubblica Italiana e senatore a vita. Fonte: beppegrillo.it October 20 Evvai col liscio!!!
STIPENDIO DI UN DEPUTATO euro 23.877 al mese Stipendio base euro 12.434 + diaria euro 4.003 + portaborse euro 4.676 + spese viaggio euro 1.331 + rimborso aggiornamento euro 258 + rimborso telefono euro 345 + quota mensile di liquitazione euro 829
August 10 Siamo alle solite, un ministro della repubblica che deplora dopo l'inno di Manali, Garibaldi e l'unità d'ITALIA!!Pontida, Bossi torna sulle barricate: "Il dito medio ce l'abbiamo ancora".
PONTIDA (Bergamo) - Al congresso della Liga Veneta l'aveva alzato contro l'inno di Mameli. Stasera, alla festa del Carroccio a Pontida, nella terra che ospitò il giuramento della Lega, Umberto Bossi, ministro delle Riforme, è tornato a parlare del "dito medio": "Ce lo abbiamo ancora. Non sarà un'accusa che riuscirà a fermare la nostra lotta per la libertà", ha detto riferendosi al procedimento aperto nei suoi confronti per il gestaccio di Padova.
Bossi ha ribadito un concetto che da tempo esprime nei suoi interventi pubblici: "Abbiamo fatto un errore madornale a seguire Garibaldi e i Savoia. Ora dobbiamo rimediare. Io non mollo. Non me ne andrò dalla politica fino a quando il Nord non sarà libero". Dal palco, Bossi ha parlato di lotta e liberazione: "Alla fine vinceremo" ha detto strappando un applauso. Il federalismo resta per la Lega tema prioritario: "Con la sinistra abbiamo trattato per il federalismo. Vediamo se mantengono la parola. Mi auguro che il nuovo sistema politico sia approvato, ma non spendete tutti i soldi", ha detto il Senatur al popolo "verde". "Se non approvano il federalismo, dovete venire a Roma in massa per far sentire la vostra voce. Se non c'è il federalismo, c'è la lotta di liberazione". Fonte: Repubblica.it
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